Turno di notte al Deposito MemorieTommaso Arel
Capitolo 1Giovedì sera, ore 22:00
Il badge sbatte contro il lettore con un colpo secco. La spia passa da rossa a verde e la porta dell'ingresso di servizio si apre con un sibilo pneumatico. Entro nel Deposito alle ventidue precise, come ogni giovedì sera, come ogni sera feriale da otto anni.
L'atrio del piano terra sa di detergente industriale e carta vecchia. Le luci al neon ronzano, quelle del corridoio B tremolano da tre settimane e nessuno le cambia mai. Poso la borsa sulla scrivania della guardiola e accendo il computer. Lo schermo si illumina lento, sistema operativo vecchio di dieci anni, tempo di caricamento eterno. Aspetto guardando il calendario appeso al muro: 17 ottobre 2057, giovedì. Ada dorme già a casa, ha scuola domani mattina. Le ho lasciato la cena pronta e un messaggio sul frigo. Torno alle 7, sveglia alle 6:30, ti amo.
La macchinetta del caffè è in fondo al corridoio A, vicino ai bagni. Inserisco la monetina da cinquanta cent, premo il tasto del caffè lungo, aspetto che il bicchiere di plastica scenda e si riempia. Il liquido è marrone scuro, odore di bruciato. Lo bevo in piedi, tre sorsi, troppo caldo. Butto il bicchiere nel cestino e torno alla guardiola.