Rimettersi in forma dopo i 40Paolo Pedrazzi
Chapitre 1La soglia dei quarant’anni
C’è un momento, spesso banale e silenzioso, in cui qualcosa si incrina. Non accade durante una grande crisi, né davanti a una diagnosi, né sotto il peso di una decisione definitiva. Accade una mattina qualunque, mentre il bagno è ancora freddo, lo specchio leggermente appannato e la casa sospesa tra il sonno e la fretta. Ti guardi, magari con lo spazzolino in mano o la camicia ancora aperta, e per un istante non riconosci del tutto la persona che hai davanti. Non è vecchia, no. Non è finita, non è perduta. Ma è diversa. Il viso porta tracce che prima non c’erano, il corpo sembra aver cambiato lingua, e tu ti accorgi che non lo capisci più come una volta.
## Il risveglio nello specchio
Lo specchio del mattino non è mai diplomatico. Non ha il tatto degli amici, non conosce le frasi gentili dei colleghi, non si lascia ingannare dalla luce giusta o dalla postura corretta. Restituisce quello che c’è, e a quarant’anni — o poco dopo — quello che c’è può sorprenderti. Una linea più marcata vicino agli occhi, una morbidezza nuova intorno alla vita, le spalle un po’ chiuse, la pelle meno compatta, il viso più stanco anche dopo una notte che, almeno sulla carta, sarebbe dovuta bastare.