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Dentro del libro.

El primer capítulo, sin registro.
Padri separatiPaolo Pedrazzi
Capítulo 1

Il giorno in cui il divano divenne una frontiera

La prima cosa che scopri, quando una casa finisce, è che non finisce mai tutta insieme. Non crolla con un boato, non si apre una crepa nel pavimento e non cadono i lampadari come nei film. Una casa finisce per oggetti: una tazza che non sai se portare via, un caricabatterie conteso senza cattiveria, una felpa dimenticata dietro la porta, il rumore secco delle chiavi appoggiate sul tavolo della cucina. Finisce mentre cerchi uno scatolone robusto per metterci dentro le cose fragili e ti accorgi che le cose fragili non sono i bicchieri, ma tutto il resto.

## Gli scatoloni non mentono

Gli scatoloni hanno un talento crudele: obbligano a fare ordine proprio quando dentro hai solo disordine. Li metti in fila contro il muro, con il pennarello nero scrivi parole pratiche — libri, vestiti, bagno, cucina — e intanto ti sembra di compilare un inventario della sconfitta. Il padre separato, nel suo primo giorno ufficiale da padre separato, non ha ancora l’aria tragica che gli altri immaginano. Ha più spesso l’aria di uno che ha perso le istruzioni di montaggio della propria vita e cerca di non farlo vedere perché ci sono dei bambini nei paraggi.

“Papà, perché porti via il tostapane?”

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