Mila e la foca con il singhiozzoMila e il Faro
Capitolo 1La foca con le bolle
Mila cammina sulla scogliera con un sacchetto di tela in mano. Le conchiglie tintinnano a ogni passo. Ne ha già trovate sette, tutte bianche con striature rosa. Vuole arrivare a dieci prima che il sole tocchi l'orizzonte.
Il vento le scompiglia i capelli. Sa di sale. L'acqua tra gli scogli è così trasparente che si vedono i sassi sul fondo, verdi di alghe.
HIC!
Mila alza la testa. Il rumore viene dal mare, ma non è un gabbiano. Non è nemmeno un'onda.
HIC!
Una bolla gigante esce dall'acqua, lucida come vetro. Sale dritta verso il cielo, poi si sposta con il vento e scoppia contro le rocce con un plof bagnato.
Mila corre verso il bordo della scogliera. Si siede sulla roccia piatta, quella dove l'acqua arriva a lambirle i piedi quando c'è marea alta. Adesso è bassa. Tra due scogli affiora una testa grigia con gli occhi scuri e rotondi.
Una foca.
HIC!
Un'altra bolla esplode dalla bocca della foca. È enorme, grande come un pallone da spiaggia. La foca chiude gli occhi e abbassa il muso, come se si vergognasse.
"Ciao," dice Mila.
La foca apre un occhio. La guarda. Non scappa.
"Hai il singhiozzo," dice Mila.
La foca annuisce. Muove le pinne anteriori, si tira più vicino alla roccia. Guarda Mila, poi guarda l'acqua, poi di nuovo Mila.
HIC! Un'altra bolla.
"Da quanto tempo?" chiede Mila.
La foca solleva una pinna. La abbassa. La risolleva tre volte.
"Tre giorni?"
La foca annuisce di nuovo. Sembra sollevata. Qualcuno finalmente capisce.