Mila e il granchio con la casa stortaMila e il Faro
Capitolo 1La battigia al tramonto
# La battigia al tramonto
Mila cammina dove la sabbia è ancora bagnata. Il mare si è appena ritirato e ha lasciato una striscia scura lungo tutta la spiaggia. Quella striscia è piena di cose: alghe aggrovigliate, conchiglie rotte, pezzi di legno lucido, sassi neri. Si chiama battigia, ed è il posto migliore per trovare quello che il mare ha portato e poi ha deciso di non tenere.
Il sole sta scendendo dietro gli scogli grandi, quelli lontani. La luce è arancione, quasi rosa sui bordi. L'aria sa di sale e di sabbia bagnata. Mila ha i piedi nudi. La sabbia fa piccoli buchi intorno alle dita dei piedi ogni volta che lei li solleva. L'acqua fredda le bagna le caviglie quando un'onda più lunga arriva fino a lei.
Cammina piano. Non cerca niente di preciso, ma guarda lo stesso. Un pezzo di vetro verde levigato. Una conchiglia a ventaglio con un bordo perfetto. Un granchio morto, piccolo, con le chele chiuse.
Poi vede qualcosa che si muove.
Si ferma.
Una macchia scura, più avanti, vicino a un ciuffo di alghe marroni. La macchia si muove, si blocca, si muove di nuovo. Non è un'alga che ondeggia con il vento. È troppo tonda, troppo solida. E si muove nel modo sbagliato.
Mila fa tre passi. Quattro. Si ferma a due metri.
La macchia rotola su un fianco. Resta ferma un momento, come se pensasse. Poi si raddrizza con uno scatto, fa due passi storti verso destra, e ricade di nuovo sulla sabbia.
È un granchio.