Maestrale a Capo CorsoNera Valdi
Chapitre 1Il corpo sugli scogli
Il porto di Macinaggio dormiva ancora quando Mattei scese dalla Renault. L'alba era una linea grigia sull'orizzonte, il maestrale soffiava da nord-ovest con la costanza di un motore. Chiuse lo sportello senza sbatterlo. Il vento si portò via il rumore.
Sulla banchina, un gendarme in divisa aspettava con le mani in tasca. Giovane, spalle curve contro il freddo. Alzò appena il mento quando Mattei si avvicinò.
«Commissario?»
«Mattei.»
«Brigadiere-capo Lucchini mi ha mandato a prenderla. Il corpo è da questa parte.»
Non disse altro. Si girò e avviò lungo il molo, oltre le barche da pesca ormeggiate, verso il sentiero che costeggiava la scogliera. Mattei lo seguì. Le raffiche gli buttavano in faccia spruzzi di salsedine. Il mare batteva gli scogli con una regolarità ottusa.
Il sentiero si restringeva dopo cento metri, pietrisco sciolto e cespugli radi. Il gendarme rallentò, puntò il mento verso il basso. Tra le rocce nere, un telo arancione vibrava al vento, fissato agli angoli con pietre piatte. Accanto, un uomo in giacca a vento blu parlava al telefono voltando la schiena al mare.
Lucchini chiuse la chiamata quando li vide arrivare. Cinquant'anni abbondanti, faccia larga, capelli radi pettinati all'indietro. Tese la mano a Mattei senza sorridere.
«Brigadiere-capo Lucchini. Gendarmerie di Bastia.»
Mattei gliela strinse. «Mattei. Police Judiciaire, Nizza.»
«Lo so. Il procuratore mi ha chiamato ieri sera.» Lasciò cadere la mano. «Morte accidentale. Tutto chiaro.»
Mattei guardò il telo arancione. «Posso vedere?»
Lucchini fece un gesto vago. «Prego.»