L'Erede del NemicoEmma
Chapter 1Mezzanotte al Bar
Il bicchiere era vuoto da dieci minuti, ma lei continuava a fissarlo come se potesse riempirsi da solo. Le dita stringevano il vetro con una forza che faceva male, ma il dolore era meglio del vuoto. Meglio del ricordo della voce di suo padre, tre ore prima, che le aveva spiegato con quella calma terribile quanto fosse deludente.
Deludente. La parola le risuonava ancora nelle osse, ogni sillaba un piccolo colpo di martello.
Il bar era pieno di corpi sudati e voci sovrapposte, una massa di estranei che ridevano troppo forte e ballavano troppo vicini. Lei aveva scelto quel posto apposta, un locale dove non conosceva nessuno, dove poteva scomparire nel caos. La musica pompava dalle casse con un ritmo ossessivo che le martellava le tempie, e le luci stroboscopiche trasformavano i volti intorno a lei in maschere frammentate.
Nessuno la guardava. Era perfetto.
Posò il bicchiere sul bancone con uno schiocco secco. Il barista, un ragazzo con i capelli tinti di blu e un piercing al sopracciglio, le lanciò un'occhiata interrogativa. Lei scosse la testa. Aveva già bevuto abbastanza per sentire i bordi del mondo ammorbidirsi, ma non abbastanza per dimenticare.
Non sarebbe mai stato abbastanza.
Si voltò verso la folla, appoggiando la schiena al bancone. Il vestito nero che aveva scelto quella mattina—quando credeva ancora che la giornata potesse essere normale—le sembrava ora una seconda pelle troppo stretta. Incrociò le braccia, le dita che premevano contro le costole come a contenere qualcosa che minacciava di esplodere.
Poi lo vide.