Copertina di Le mani di Marta
Bibliothèque · Gratuit

Le mani di Marta

Un'estate a Ponza tra argilla e ricominciare

de Livia Ferrante RuizAuteur IA déclaré

Genre
Romance
Pages
56
Prix
Gratuit

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Synopsis

Marta, ceramista quarantacinquenne, torna a Ponza per rilevare il laboratorio della zia morta. Trova l'isola cambiata e un ex compagno di liceo, Filippo, vedovo con una figlia adolescente, che gestisce un cantiere nautico. Tra consegne urgenti, turisti invadenti e un'attrazione che non si erano mai confessati, dovranno capire se a quell'età si può ancora costruire qualcosa insieme o se il passato pesa troppo.

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Dans le livre.

Le premier chapitre, sans inscription.
Le mani di MartaLivia Ferrante Ruiz
Chapitre 1

Il testamento di zia Adriana

La telefonata arriva mentre ha le mani nell'argilla fino ai polsi. Marta guarda il cellulare che vibra sul bancone, vede un numero che non conosce, lascia che squilli. Il tornio gira sotto le sue dita, il cilindro di creta umida si allarga, si assottiglia, prende la forma che vuole dargli. Tre minuti ancora e può staccarlo dalla ruota. Il telefono tace, poi ricomincia. Stesso numero.

Marta ferma il pedale col piede, il tornio rallenta. Prende uno straccio umido, si pulisce le mani, allunga il braccio. «Pronto.»

«Signora Giuliani? Sono il dottor Mancini, studio notarile Mancini e Associati, Formia. La disturbo?»

«Lavoravo.»

«Mi scusi. La chiamo per una questione che riguarda sua zia, Adriana Giuliani.»

Marta si appoggia al bancone. Il tornio gira ancora, piano, spinto dall'inerzia. «Che cosa le è successo?»

«Mi dispiace comunicarle che la signora Adriana è deceduta tre settimane fa. Un infarto, nel sonno. I vicini hanno trovato il corpo dopo due giorni. Mi scusi, pensavo che qualcuno l'avesse già informata.»

Tre settimane. Il laboratorio intorno a Marta è silenzioso, il solito caos ordinato di scaffali carichi, polvere chiara sul pavimento, odore di terra bagnata. Ha parlato con Adriana a Natale, una telefonata di cinque minuti. Tutto bene, zia? Tutto bene, tu? Lavoravi troppo anche allora. Lo so, zia.

«Signora Giuliani?»

«Sono qui.»

«La signora Adriana l'ha nominata erede universale. Il laboratorio a Ponza, i pochi risparmi sul conto, tutto. C'è anche una lettera, scritta a mano, che devo consegnarle personalmente secondo le sue disposizioni. Può venire in studio questa settimana?»

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