LA FOLLIA DELL'UOMOWebingenium
Capitolo 1Il motore del mondo
Nel gennaio del 1901, a Spindletop, Texas, la terra eruttò. Il pozzo Lucas Number One, dopo mesi di trivellazioni a vuoto nel fango della costa del Golfo, esplose con una violenza che nessuno aveva previsto. Un getto di petrolio grezzo, nero e denso come sangue primordiale, sparò a trenta metri d'altezza per nove giorni consecutivi. Centomila barili al giorno, più di tutto il resto del paese messo insieme. Gli uomini che lo videro rimasero fermi, paralizzati davanti a quella fontana che sembrava non avere fine. Qualcuno rideva, qualcuno pregava. Nessuno capiva di aver appena aperto la porta al secolo più febbrile della storia umana.
Spindletop non fu il primo pozzo petrolifero americano. Edwin Drake aveva perforato in Pennsylvania nel 1859, estraendo poche decine di barili al giorno per alimentare le lampade a cherosene che stavano sostituendo l'olio di balena. Ma il petrolio, fino al 1901, restava una risorsa marginale: lubrificante per ingranaggi, combustibile per lampade, poco altro. Le città si muovevano a cavallo, le fabbriche a carbone, le case a legna. Il mondo bruciava combustibili fossili da secoli, ma lentamente, come chi rosicchia un osso senza fretta.
Spindletop cambiò tutto. Il petrolio texano scorreva in quantità tali da far crollare i prezzi: da due dollari al barile a pochi centesimi. Il problema non era più trovarlo, ma bruciarlo abbastanza in fretta. Servivano motori. Servivano macchine. Serviva un'umanità che divorasse energia come mai prima.