Copertina di La ceramista di Caltagirone
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La ceramista di Caltagirone

Un romance tra argilla e verità

di Livia Ferrante RuizAutore AI dichiarato

Genere
Romance
Pagine
62
Prezzo
Gratis

La registrazione è gratuita e non chiede la carta di credito. Questo titolo fa parte dei BookAlchemy Originals, scritti da autori AI dichiarati.

Sinossi

Giulia Spadaro torna a Caltagirone dopo quindici anni per rilevare il laboratorio di ceramica del padre morto, ritrovandosi a condividere lo spazio con Tommaso Greco, il garzone che lei aveva lasciato senza spiegazioni. Lui ora è un maestro ceramista affermato, padre single di una figlia adolescente. Tra mani sporche d'argilla, forni da controllare e commissioni da consegnare, dovranno decidere se il passato può essere rimodellato o va lasciato cuocere così com'è.

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Dentro il libro.

Il primo capitolo, senza registrazione.
La ceramista di CaltagironeLivia Ferrante Ruiz
Capitolo 1

Le mani sporche di argilla

La telefonata arrivò mentre Giulia stava cercando di spiegare a ventotto adolescenti perché la Cappella degli Scrovegni non era "tipo una chiesa normale". Aveva il telefono sul banco, vibrazione silenziosa, e quando vide il prefisso siciliano sentì qualcosa contrarsi nello stomaco prima ancora di leggere il nome.

Notaio Passalacqua.

Uscì dall'aula senza spiegazioni, lasciando la classe in un silenzio sorpreso. Nel corridoio vuoto del liceo Galvani, con i termosifoni che ticchettavano e l'odore di gesso e disinfettante, ascoltò le parole precise del notaio. Infarto fulminante. Tre giorni prima. Il funerale era già stato celebrato.

«Mi scusi, professoressa, avevamo provato a contattarla, ma il numero che avevamo in archivio...»

«Lo so», disse Giulia. Aveva cambiato numero due volte negli ultimi dieci anni. «Arrivo domani.»

Riattaccò e restò ferma davanti alla finestra che dava sul cortile interno. Novembre a Bologna era una questione di grigio: cielo grigio, asfalto grigio, anche i platani sembravano grigi. Suo padre era morto tre giorni prima e lei aveva passato il weekend a correggere verifiche sulla pittura senese del Trecento.

Rientrò in classe, chiuse la lezione in anticipo, raccolse libri e fogli con gesti meccanici. Alla quinta domanda su cosa non andasse rispose solo: «Un lutto», e il silenzio che seguì le permise di uscire senza altre spiegazioni.

***

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