Istanbul con la famigliaDania
Capitolo 1Il volo verso Istanbul
Avevo rifatto la valigia tre volte. Ogni volta mi sembrava di aver dimenticato qualcosa di essenziale, anche se la lista mentale che continuavo a ripassare era sempre la stessa: passaporto, caricabatterie, sciarpa leggera per visitare le moschee, il piccolo quaderno che mi ero promessa di riempire di appunti. Sul letto giacevano vestiti che avevo già ripiegato e poi estratto di nuovo, indecisa sul giusto equilibrio tra rispetto e praticità. Cosa si indossa per incontrare i genitori del proprio compagno in un paese che non conosci? Cosa si porta in dono a persone che non hai mai visto ma che già occupano uno spazio importante nella tua vita?
Kenan mi osservava dalla porta, appoggiato allo stipite con quel mezzo sorriso che conoscevo bene. Non diceva nulla, ma lo sentivo trattenere qualcosa, forse un commento divertito sulla mia ansia manifesta.
«Va bene così?» gli chiesi, indicando un paio di pantaloni di lino color sabbia.
«Va bene tutto» rispose, avvicinandosi. «Non devi impressionare nessuno, lo sai.»
«Lo so» mentii, ripiegando i pantaloni per la quarta volta.
Mi passò una mano tra i capelli, un gesto che faceva sempre quando voleva distrarmi dai miei pensieri circolari. «Mia madre ti amerà prima ancora che tu apra bocca. E mio padre... be', mio padre ti guarderà con aria seria per cinque minuti e poi ti offrirà del çay come se vi conosceste da sempre.»
Annuii, ma le mani continuavano a muoversi tra gli indumenti. Kenan prese la valigia, la chiuse con decisione e la mise accanto alla porta. «È pronta» dichiarò. «E lo sei anche tu.»