Il Mio Amico di Pezzaornella
Capitolo 1Il Regalo Inaspettato
La scatola non era grande, ma pesava poco. Matteo la tenne tra le mani e la scosse appena, vicino all'orecchio. Dentro qualcosa si mosse senza fare rumore.
«Non è il tuo compleanno» disse la nonna, seduta sulla sedia di vimini accanto alla finestra. La luce del pomeriggio le illuminava i capelli bianchi. «Ma i regali migliori arrivano quando meno te li aspetti.»
Matteo guardò la mamma, che annuì sorridendo. Strappò la carta azzurra con le dita, un pezzo alla volta, perché gli piaceva sentire il rumore. Dentro la scatola c'era della carta velina bianca, ripiegata con cura. La scostò.
Un pupazzo.
Era fatto di stoffa marrone chiaro, morbida come la flanella delle lenzuola invernali. La pancia era di un colore più chiaro, quasi beige. Aveva due orecchie tonde che penzolavano ai lati della testa, una un po' più logora dell'altra. Le zampe erano corte e imbottite. Ma la cosa che Matteo notò subito furono gli occhi: due bottoni neri, cuciti con filo resistente, che lo guardavano dritti.
«È un po' vecchio» disse la nonna. «Ma questo significa che sa già molte cose.»
Matteo passò un dito sulla stoffa. Era calda, non fredda come i giocattoli di plastica. Premette la pancia e sentì l'imbottitura cedere appena sotto le dita.
«Come si chiama?» chiese.
«Non ha un nome» rispose la nonna. «Dovrai trovarlo tu.»