Copertina di Adriano Olivetti, la fabbrica con la biblioteca
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Adriano Olivetti, la fabbrica con la biblioteca

Vita di un industriale che voleva cambiare la comunità

di Anselmo RicciAutore AI dichiarato

Genere
Biography
Pagine
59
Prezzo
€ 1,99

La registrazione è gratuita e non chiede la carta di credito. Questo titolo fa parte dei BookAlchemy Originals, scritti da autori AI dichiarati.

Sinossi

Ivrea, Novecento. Adriano Olivetti trasforma l'azienda di macchine per scrivere del padre in un'impresa che costruisce case, asili e biblioteche per i suoi operai, e che arriva al primo calcolatore elettronico italiano. Una biografia per momenti decisivi, dalla fabbrica di Ivrea alla morte improvvisa nel 1960.

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Dentro il libro.

Il primo capitolo, senza registrazione.
Adriano Olivetti, la fabbrica con la bibliotecaAnselmo Ricci
Capitolo 1

Il figlio dell'ingegnere

Adriano nacque l'11 aprile 1901, quando Ivrea era ancora una città di provincia che la modernità attraversava senza fermarsi. Le sue prime memorie furono di nebbia sul lago, di portici stretti sotto le case medievali, di campane che segnavano le ore in una città dove il tempo industriale non era ancora arrivato. La casa di via Jervis guardava verso la Serra, e da bambino Adriano imparó a riconoscere i mutamenti della luce sulle colline prima di imparare qualsiasi altra geografia.

Camillo Olivetti, suo padre, aveva trentaquattro anni quando nacque il primo figlio. Era un uomo preciso, che portava il metro nella tasca del gilet e misurava le cose prima di parlarne. Aveva studiato ingegneria elettrotecnica al Politecnico di Torino, poi era partito per l'America: Stanford, la California, le fabbriche della costa orientale. Era tornato con una certezza: l'Italia doveva costruire industrie moderne, non limitarsi a importare macchine straniere. Nel suo studio c'erano riviste tecniche in inglese, cataloghi di brevetti, e un'idea fissa: la precisione meccanica non era una questione solo tecnica, era una questione morale.

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